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Sfracellos

"diamo vita al violoncello"




Uno Sfracellos tra i Cavalli

3th edition




Domenica 17 agosto 2026 - ore 22:00
Circolo Ippico della Locride "Il Palazzo"
Contrada Moschetta - Locri (RC)

Conductor Giovanni Curinga



Programma






Palladio

Karl Jenkins


Composto tra il 1993 e il 1995, il brano è una suite di tre movimenti nella forma di un concerto grosso per orchestra d'archi, intitolato Palladio, in omaggio all'architetto rinascimentale italiano del XVI secolo Andrea Palladio, la cui opera incarna la celebrazione rinascimentale dell'armonia e dell'ordine. Due dei tratti distintivi di Palladio sono l'armonia matematica e gli elementi architettonici presi in prestito dall'antichità classica. La musica, in particolare il primo movimento, è stata arrangiata per diversi ensemble, tra cui quintetto di fiati e banda di fiati. La versione che ascolterete stasera è un'elaborazione per orchestra di soli violoncelli, a cura del Maestro Giovanni Curinga.





Estratto dall' Overture del Guglielmo Tell

Gioacchino Rossini


Brano introduttivo dell'opera Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, si tratta di una delle pagine più famose della produzione del compositore Pesarese. L'autore nello scrivere l'intera opera impiegò molto più tempo del previsto in quanto distratto da una nuova passione per la pesca portò avanti il lavoro con molta irregolarità. La prima rappresentazione avvenne all'Opera di Parigi nel 1829. Si trattò di un'opera imponente dalla durata di oltre 5 ore, divisa in 4 atti e ricca di azioni coreografiche. Il filo conduttore della complessa trama è costituito dal processo di liberazione del popolo svizzero dalla dominazione austriaca. Figura principale è il leggendario Guglielmo Tell, che guiderà il suo popolo verso la libertà. Per rendere meglio il senso della natura e introdurre elementi caratteristici dell'ambientazione svizzera, Rossini utilizzò dei richiami dei pastori. Il brano è stato trascritto per orchestra di violoncelli dal Maestro Giovanni Curinga.





Marcia di Radetzky

Johann Strauss


La marcia di Radetzky è una marcia militare composta da Johann Strauss padre. Fu composta in onore del maresciallo Josef Radetzky per celebrare la riconquista austriaca di Milano dopo i moti rivoluzionari in Italia del 1848. Questo evento militare fu accolto a Vienna con grande entusiasmo, tanto che un funzionario Statale, Pelikan, proprietario di un Caffè, organizzò un festival per la gran vittoria, in cui annunciò pure, nel volantino pubblicitario, che Johann Strauss avrebbe diretto in prima assoluta una marcia di sua composizione, dedicata al Maresciallo Radetzky. Alcune indiscrezioni narrano che Strauss compose la marcia a ridosso dell'evento, in sole 2 ore. Si tratta di un brano molto noto al pubblico in quanto divenuto tradizionalmente il brano di chiusura del concerto di capodanno di Vienna. Scritto per banda (quindi organico di fiati), è stato ritrascritto per orchestra di violoncelli e percussioni dal Maestro Giovanni Curinga.





Galop Infernal

Jacques Offenbach


Orfeo all'inferno è un'operetta in due atti composta da Jacques Offenbach nel 1858. La trama riprende, in chiave comico-satirica, la vicenda mitologica della discesa di Orfeo agli inferi per riportare alla vita l'amata Euridice. La presentazione degli dei dell'olimpo come personaggi ridicoli diede all'opera un sapore che non tutto il pubblico borghese dell'epoca apprezzò. La fama di questa operetta è più che altro dovuta al Can-Can, un galop, quindi uno scatenato ballo, che divenne subito molto popolare ed ancora oggi famosissimo. La trascrizione per orchestra di violoncelli e percussioni è a cura del maestro Giovanni Curinga.





Sul bel Danubio Blu

Johann Strauss figlio


Composto nel 1867 da Johann Strauss figlio, Sul bel Danubio blu nacque originariamente come brano corale per l'Associazione Corale Maschile di Vienna. Alla sua prima esecuzione fu un fiasco a causa di un testo satirico poco apprezzato. Strauss pensò di scriverne una versione strumentale alla quale aggiunse l'introduzione famosa in cui è presente il tremolo dei violini, e il trionfo non tardò ad arrivare. Presentata dall'autore all'Esposizione Universale di Parigi, brano ebbe un clamoroso successo internazionale divenendo il simbolo per eccellenza dell'eleganza di Vienna e della spensieratezza della Belle Époque. Trascrizione per orchestra di Violoncelli e percussioni a cura del Maestro Ferdinando Curinga





Carmen Fantasia

George Bizet


Piccola fantasia sulle due arie più famose dell'opera Carmen composta da George Bizet. L'opera venne eseguita per la prima volta nel 1875 a Parigi, ma non riscosse grande successo. Composta da 4 atti, il pubblico fu entusiasta dei primi due, raffreddandosi poi verso la fine, anche per la performance non eccellente del tenore interpretante la parte di don José. Per correre ai ripari, nelle rappresentazioni successive, Bizet mise un harmonium nascosto dietro le quinte per sostenere la parte di don José e affidò l'incarico a Vincent d'Indy. Bizet morì qualche mese dopo, senza aver goduto del successo che poi l'opera ebbe negli anni successivi. La fantasia è una trascrizione per orchestra di violoncelli del Maestro Ferdinando Curinga che unisce le due arie più famose dell'opera: Toreador, che descrive il personaggio del torero Escamillo celebrando il trionfo dell'amore che spesso premia i coraggiosi e Habanera (danza di origine Cubana) in cui la protagonista Carmen canta la sua filosofia amorosa





Andante dal Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 21

Wolfgang Amadeus Mozart


L'Andante del Concerto per pianoforte e orchestra n. 21 in Do maggiore K467 di Mozart (1785) è una delle pagine più celebri, sognanti e liriche della storia della musica classica. Reso celebre dal film Elvira Madigan del 1967, è caratterizzato da una melodia infinita che fluttua su un ipnotico accompagnamento degli archi. In Fa maggiore, in netto contrasto con la luminosità del Do maggiore del primo e del terzo movimento è scritto in una forma tripartita (A-B-A). Il brano evoca una sorta di sogno ad occhi aperti: il pianoforte entra con un tema delicato che sembra quasi fluttuare sopra le terzine costanti degli archi, creando una sensazione di sospensione temporale. Trascrizione del Maestro Ferdinando Curinga per Pianoforte, orchestra di Violoncelli e percussioni





Danza Ritual del Fuego

Emanuel de Falla


La Danza Rituale del Fuoco è un movimento del balletto L'amore stregato, scritto da Manuel de Falla nel 1915. L'opera può essere associata al "Volo del calabrone" di Rimskij-Korsakov per i suoi trilli e ornamenti veloci e ripetitivi. Nel balletto una giovane ragazza andalusa anglosassone di nome Candela è perseguitata dal fantasma del marito defunto. Per sbarazzarsi di lui, tutti gli zingari fanno un grande cerchio attorno al fuoco a mezzanotte. Candela esegue poi la Danza Rituale del Fuoco. Ciò fa apparire il fantasma, con il quale poi balla. Mentre volteggiano sempre più velocemente, il fantasma viene trascinato nel fuoco, facendolo svanire per sempre. Il brano, originariamente scritto per orchestra di archi, fiati, percussioni e pianoforte, è stato ritrascritto per diversi organici nel corso degli anni. La trascrizione per orchestra di Violoncelli è a cura del Maestro Ferdinando Curinga





Boléro

Maurice Ravel


Il Boléro di Maurice Ravel è una delle composizioni orchestrali più celebri al mondo. Si distingue per l'ipnotico ritmo costante e l'inarrestabile crescendo orchestrale, in cui una semplice melodia viene ripetuta dagli strumenti musicali che si aggiungono via via, creando un'atmosfera di grande tensione emotiva. Venne composto nel 1927 su richiesta della celebre ballerina russa Ida Rubinštejn, che commissionò a Ravel un balletto. La prima esecuzione assoluta risale al 22 novembre 1928 all'Opéra di Parigi, ottenendo un successo clamoroso. Ravel lo definì "una danza dal ritmo ostinato", caratterizzata da una totale assenza di sviluppo armonico, puntando tutto sul timbro e sulla dinamica. Il ritmo è scandito in modo ossessivo e costante per tutta la durata del brano (circa 15 minuti) dal tamburo militare mentre la melodia si articola in due temi (A e B) ripetuti più volte senza alcuna variazione, se non per gli strumenti che la suonano. Il tutto viene eseguito in un crescendo che inizia in un'atmosfera quasi sommessa e misteriosa, per poi aggiungere progressivamente nuovi strumenti (flauti, clarinetti, ottoni, ecc.) fino a esplodere in un potente finale orchestrale. La trascrizione per orchestra di violoncelli e percussioni è caratterizzata dalle entrate dei musicisti progressive, da una riduzione del numero dei temi in quanto l'unicità timbrica degli strumenti non consentirebbe una grande varietà di colori.





Libertango

Astor Piazzolla


Libertango è una composizione del musicista argentino Astor Piazzolla, che segna la svolta "elettrica e rivoluzionaria" nella sua produzione musicale. Composto nel 1974, venne subito registrato nel "Mondial Sound" di Milano nello stesso anno e subito dopo pubblicato. Il titolo, costituito dall'unione dei termini "libertad" e "Tango", simboleggia il programmatico passaggio di Piazzolla dal tango tradizionale al Tango nuevo. Il brano nasce in Italia in quanto la musica di Piazzolla, poco apprezzata dal regime Argentino, constrinse l'autore a "fuggire" dal suo paese. Dal 1973 infatti inizia per lui in periodo di esilio pieno di frustrazioni. Il Libertango venne in seguito trascritto in innumerevoli versioni e per svariati organici. L' elaborazione per orchestra di violoncelli è a cura del Maestro Ferdinando Curinga





Odissea Veneziana

Dario Farina


Odissea Veneziana è il quinto album dei Rondò Veneziano, pubblicato nel 1984. Il brano Odissea Veneziana ha un tema che nasce dall'idea di parafrasare la toccata e fuga di Bach adattandola ad un pubblico più commerciale, e infatti il successo da ragione all'ideatore Farina. Il Rondò Veneziano infatti, dopo il successo dell' album Venezia 2000 incomincia ad introdurre elettronica e ritmi nuovi per descrivere una Venezia comtemporaneamente futuristica e settecentesca. L'adattamento del brano per Orchestra di violoncelli e percussione è a cura del Maestro Giovanni Curinga.





Another Brick in the wall

Pink Floyd


Another Brick in the Wall è un brano del gruppo musicale britannico Pink Floyd, suddiviso in tre parti e contenuto nell'undicesimo album in studio The Wall, pubblicato nel 1979. Pink, il protagonista, cresce e capisce che il padre è morto in guerra. Questo lo distrugge moralmente e fa sì che cominci a costruire "The Wall", vale a dire "Il Muro" davanti a lui. La canzone ha un tono tranquillo e pacato, eccetto un breve ma chiaro aumento del tono della voce verso la fine della parte cantata del brano, al termine della quale inizia un lungo e sommesso assolo di chitarra elettrica. Il brano è stato trascritto per orchestra di violoncelli e batteria dal Maestro Giovanni Curinga. Sfruttando le potenzialità dello strumento, alla fina della prima parte si può udire (come nella versione originale), l'elicottero che si allontana. Nella seconda parte è evidente il noto ritmo eseguito dalla chitarra elettrica (a cura dei terzi violoncelli) e del basso (a cura dei quarti violoncelli), mentre nella terza parte il famoso assolo di David Gilmour è affidato al primo violoncello che, utilizzando una tecnica di esecuzione vicina al ponte, imita il distorsore dell Gibson Les Paul Gold Top utilizzata da David.





Medley 3

Autori Vari


Raccolta di parti di brani scelti tra i più famosi del repertorio mondiale classico e contemporaneo. L'alternarsi di diversi generi e stili rende la composizione molto gradevole all'ascolto. Partendo da Beethoven infatti si passa ad autori contemporanei quali ad esempio Image Dragnons, Bee Gees, Human, alternandoli però con i più famosi classici (Smetana, Musorgskij etc). Della durata di oltre sette minuti, il brano è stato scritto per orchestra di violoncelli e percussioni dal Maestro Giovanni Curinga.